Associazione culturale Giovanni Paolo II


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Progetti

L'Associazione culturale Giovanni Paolo II è gemellata con la Fondazione Duc in altum


La Fondazione

Il riferimento storico dell'iniziativa di creare la Fondazione "Duc in altum" sta negli insegnamenti del Concilio Vaticano II al quale, lungo i suoi ventisette anni di pontificato, ha fatto costante riferimento Giovanni Paolo II.Tracciando le linee guida della Chiesa nel mondo contemporaneo, l'assise ecumenica si è pronunciata in maniera chiara e inequivocabile sull'impegno dei cristiani nei riguardi della società umana. I laici in particolare, che sono parte attiva della Chiesa, non solo devono animare il mondo con spirito cristiano ma devono fare propri "gli impegni e le attività temporali quando agiscono quali cittadini del mondo, sia individualmente, sia associati". Concetti, questi, che sono stati una costante nella missione di Papa Wojtyla e che trovano ampio riscontro nella "Novo millennio ineunte", la Lettera apostolica da lui indirizzata all'episcopato, al clero e ai fedeli al termine del Grande Giubileo del Duemila.
Il Papa, in particolare, evidenziava che il nuovo millennio, appena iniziato, era carico delle contraddizioni di una crescita economica e tecnologica che offre a pochi fortunati grandi possibilità lasciando milioni e milioni di persone non solo ai margini del progresso, ma alle prese con condizioni di vita ben al di sotto del minimo dovuto alla dignità umana.
Di fronte a problemi di tale drammaticità. Giovanni Paolo Il chiana in modo particolare i laici a rendersi presenti in tutti settori etico-sociali con testimonianze di chiaro stampo cristiano e, riallacciandosi alle dottrine del Concilio Vaticano Il, scriveva testualmente: "Il messaggio cristiano lungi dal distogliere gli uomini dal compito di edificare il mondo. Lungi dall'indurli a disinteressarsi del bene dei propri simili, li impegna piuttosto a tutto ciò con un obbligo ancora più stringente".
Per dare un segno di carità e di promozione umana il Papa chiedeva con forza che, a ricordo del Grande Giubileo, fosse realizzata un'opera frutto e sigillo della carità giubilare. Già il suo predecessore Paolo VI, a ricordo dell'Anno Santo del 1975, aveva fatto realizzare il Villaggio di Acilia. Questo desiderio di Giovanni Paolo II può essere considerato come un'opera paragonabile a un piccolo rivolo destinato a confluire nel grande fiume della carità cristiana che percorre la storia.



" Duc in altum"



Ora, i fondatori della Fondazione "Duc in altum" (letteralmente "prendete il largo", l'invito evangelico che Giovanni Paolo II ripete a somiglianza di quanto fece Cristo con gli apostoli per 7 volte) vogliono alimentare questo fiume della carità realizzando, come è scritto nell'atto costitutivo della Fondazione, "iniziative del più alto interesse sociale quali opere di assistenza e accoglienza in Italia e nel mondo, specialmente nei Paesi poveri" e impegnandosi attivamente, nel contempo, anche a livello formativo e culturale. La Fondazione "Duc in altum" orienta in modo particolare la sua azione verso i programmi qui esposti, comprendenti diversi progetti da realizzare:
1. A Roma
2. A Cracovia e Wadowice, in Polonia
3. Nella Repubblica Democratica del Congo
4. Nelle zone colpite dal terremoto dell'Aquila
5. Nell'Italia meridionale e in Svizzera
6. Progetto speciale per l'ambiente
7. Progetto speciale della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa (Città del Vaticano)
8. Progetti umanitari in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme (Cipro, Giordania. Israele, Palestina) e in Egitto.
9. Progetti umanitari in collaborazione con l'Istituto del Verbo Incarnato (Paesi dell'Europa orientale, balcanica e Russia; America Latina; Iraq, Filippine; Sudan, Tanzania; Papua).
10. A Leopoli, in Ucraina .








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